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La
storia delle fortificazioni isolane, iniziò
nel IX sec., quando si sentì forte, l'esigenza
di proteggere le coste dell'isola d'Ischia dalle
invasioni saracene.
Tuttavia la costruzione di vere e proprie fortificazioni
munite di armi da fuoco si realizza solo nel XVI
sec., ovvero nel periodo in cui dapprima riaffiora
e poi dilaga la pirateria organizzata.
La presenza delle "guarno" (guarnigioni)
dislocate lungo le marine, si dimostrò
insufficiente, specialmente nel territorio di
"Furio" (oggi Forio), dove la piccola
popolazione dovette abbandonare l'incantevole
marina di Citara, per ripararsi in un luogo più
alto e più sicuro, ove oggi nasce l'abitato
di S. Vito, vero e proprio centro storico dell'attuale
comune di Forio.
La quiete del tranquillo casato di Forio, veniva
troppo spesso infranta dalle continue incursioni
delle flottiglie Saracene, alle quali subentrarono
poi quelle dei Turchi e dei loro sudditi della
Barberia (Marocco, Tunisia, Algeria). L'intervento
dell'autorità civile e religiosa, ma anche
quello delle nobili famiglie foriane, fu ingente
e di vitale importanza, per salvaguardare l'incolumità
della popolazione locale.
Nel
1480 si concluse la costruzione della prima e
più importante fortificazione presente
sul territorio del comune di Forio: IL TORRIONE.
Realizzato a spese dell'Università di Forio,
è una costruzione a pianta circolare, realizzata
su uno spuntone di roccia tufacea nel centro cittadino,
strategicamente disposto per dominare dall'alto
sulla calata del porto. La torre, si presenta
elevata su due livelli, accessibile anticamente
mediante una scala di legno amovibile. Il piano
inferiore, anticamente inaccessibile dall'esterno,
veniva usato come deposito per le scorte alimentari
e per l'artiglieria, al suo interno era stata
costruita anche una piccola cisterna, oggi in
disuso ma in passato utilizzata per raccogliere
le acque piovane.
Il primo piano era il luogo ove alloggiava la
guarnigione (circa dieci uomini) al comando di
un torriere; che aveva il compito di avvistare
le navi nemiche svolgendo il ruolo di "vedetta
principale" e di dare l'allarme e quindi
preparare la difesa. Il Torrione infatti, nella
parte superiore, ovvero la terrazza difesa dalla
caratteristica merlatura a parapetto pieno, era
munito di quattro cannoni di bronzo che, sfruttando
la pianta circolare della costruzione, garantivano
una completa visuale e la difesa da tutte le angolazioni
possibili.
Considerato che la poderosa fortificazione costituì
un efficace metodo di difesa dalle invasioni turchesche,
la popolazione foriana iniziò a costruire
sul territorio numerose costruzioni similari al
Torrione come si evince da una relazione redatta
nel 1576:
"in lo
Casale di Forio si vedono
edificate sette torri
,
ben munite d'arme, ne le quale se ponno salvare
la gente
,
quando è correria de Turchi."
La costruzione di questi edifici, continuò
fino agli inizi del '700, anche se molte erano
ormai considerate vere e proprie case-torri, visto
che la maggior parte di esse erano state costruite
dalle nobili famiglie del luogo, che ne avevano
fatto la loro dimora.
In tutto, sono state edificate dal 1480 fino ai
primi decenni del '700 sedici fortilizi strettamente
collegati fra loro, a cui vanno aggiunti altri
cinque costruiti nel casato di Panza, alcune a
pianta circolare come il Torrione, altre a pianta
quadrata.
Molte di queste torri ancora oggi sono visibili
e residenza di alcune famiglie, mentre il Torrione
dopo una prima opera di restauro è adibito
nella sala inferiore a museo civico, mentre nella
sala superiore ospita una collezione del famoso
artista foriano Giovanni Maltese che dal 1883
per circa trent'anni ne fece la sua dimora.
A chi raggiunge Forio dal mare, il Torrione si
presenta in tutta la sua imponenza, quasi a voler
ancora proteggere con la sua ombra la gente di
Forio che ne ha fatto il suo simbolo.
Fonti
· Storia dell'isola d'Ischia di Giuseppe
d'Ascia.
· Forio nella storia, nell'arte, nel folclore
di Gino Barbieri.
· Ischia archeologia e storia di Pietro
Monti.
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